giovedì 19 settembre 2013

Quando sarò vecchio voglio essere come lei


Pista ciclabile di via Pizzardi, una corsia disegnata sul marciapiede, tra gli alberi e i negozi. E' lungo la strada per casa, ma abbastanza lontana da lavoro, così che quando ci arrivo la fronte imperlata di sudore è solo un pallido sintomo del velo che mi appanna la vista.

Eppure la vedo da lontano. Esce dal fruttivendolo. Gonna grigia lunga, maglioncino rosa di cotone spesso. Calze color carne e una graziella verde acido. 80 anni sicuri, va per i novanta. Con fare malfermo, sistema la busta con peperoni e zucchine all'estremità sinistra, la scarola è a destra. Con lentezza e fatica monta in bici.


Stira il bordo del maglioncino, si dà una sistemata al casco lucido ed elegante. Mica il primo prezzo Decathlon. E parte con decisione occupando la sede stradale. Con un gesto calma un furgone irrequieto alle sue spalle. 


Per un po' pedaliamo affiancati. Io sulla ciclabile e lei a centro strada. Sguardo fiero e alto, che di tanto in tanto si abbassa a controllare le buste ciondolanti dal manubrio. Poi uno scatto sui pedali e mi lascia lì.


Col dorso della mani tiro via un po' di sudore e di stanchezza, la vedo allontanarsi. 

Quando sarò vecchio, voglio dire più vecchio, voglio essere come lei. 

Penso mentre svolta e la perdo per sempre.

Dovrò allenarmi parecchio, però.

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